LA STORIA DEL TORTAIOSEGHIERI

 

Correva l' anno 1910 , quando Seghieri Ottavio, padre di 6 tra figli e figlie, decise di lasciare ALTOPASCIO, in quel di Lucca,  paese nativo e di cercare fortuna altrove.

Decise, secondo proprie intuizioni, che la città di Livorno  poteva fare al caso proprio e scelse di mettersi a fare quello che riteneva gli venisse meglio : LA FARINATA alla GENOVESE, quella che oggi è meglio conosciuta con il nome di TORTA di CECI. Sono cosciente di provocare delusione in moltissimi convinti che la ricetta sia una prerogativa nostrana del comprensorio Livorno-Altopascio, ma così non è, e,  anche se da noi la prepariamo in maniera diversa e la serviamo accompagnata con un pane speciale (detto "francese"), dobbiamo prendere atto che le radici sono altre(delle origini della TORTA parlerò nelle pagine del sito: Cosa Facciamo).

Scelse per la propria attività uno dei luoghi più caratteristici della città: I Quattro Canti, in via Dei Cavalletti, alla confluenza con via Borgo dei Cappuccini e a due passi dal porto, dove iniziò a lavorare con il secondogenito ALFREDO (mio nonno), in quanto il primo FRANCESCO (detto " CECCO "), in quel periodo era impegnato militare nella guerra 1915-18.

Come imposto dalle consuetudini dei tempi, al ritorno(Deo Gratia) dalla guerra, l' onere della conduzione della bottega, fu affidato al più grande dei figli maschi cioè CECCO, a mio nonno ALFREDO, forte dell' esperienza maturata, non rimase che cercarsi fortuna in altri lidi, approdando in Corso Amedeo, poco prima della piazzetta con cui inizia via Dell' Origine, in un fondo dove cominciò per conto suo a preparare TORTA e CASTAGNACCIO.

 (Nella foto ALFREDO, con un altro fratello alle nozze della figlia di " CECCO ")

Nel frattempo si sposò con VITTORIA RAUGI, da cui nacque nel 1927 ELIO, mio padre, il quale cominciò, appena gli fu possibile a lavorare anche lui nella bottega. Egli  ricorda spesso che fra gli incarichi che gli competevano da ragazzo, ve ne era uno particolarmente odiato. Consisteva nell' andare davanti alle scuole con sottobraccio la teglia con la TORTA ed il CASTAGNACCIO, sistemare il banco di vendita appoggiando il teglione di rame su di un rudimentale cavalletto e servire il prodotto a richiesta, badando bene di fornire il "cantaggino" o "vantaggino", cioè qualcosa in più di quanto dovuto. Allora pesi e misure e tanto altro non avevano ancora fatto la loro comparsa ed la contrattazione avveniva con metri del tutto personali.

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